"NON QUI E NON ORA"
di Nicola NUTI
 "FATE, GERMICHIGLIE E PONTIFICES"
di Paola BERTONCINI

"Non qui e non ora"
Le favole di Secciani

Nei poemi del ciclo arturiano di Chrétien de Troyes il cavaliere parte armato senza nessun compito particolare; si mette in viaggio in cerca di avventure, imprese rischiose, di occasioni per mettere alla prova il proprio valore. L'avventura offre cioè al cavaliere la possibilità di mettere in gioco tutto l'essere dell'uomo.

Analoga è l'avventura dell'artista, sul terreno impoetico della disattenzione, delle imposizioni quotidiane, sempre sul limitare dell'ambiguo lessico delle emozioni. Claudio Secciani identifica questo percorso nel viaggio figurativo della fantasia, dove tutto è rappresentazione; ogni cosa, ogni sussulto psicologico nel suo lavoro ha una propria forma narrante. La personificazione delle relazioni significa assunzione del segno come costruzione magica, evocatrice di altro da sé, e insieme la responsabilità di condurre l'indagine di questa "unità-differenziazione", la sua affermazione. Secciani verifica la possibilità di raccontarsi da dentro e allo stesso tempo di trasformarsi nel "Wanderer" delle sue visioni oniriche. Niente è mai ciò che appare, e nei dipinti (ma forse ancor più nei disegni) di Secciani la conquista più certa, piccola o grande che sia, resta il rimettere in gioco la presenza individuale quale punto di intersezione e relazione (presenza individuale che, va detto a scanso d'equivoci, non costituisce il motivo principale di questa pittura, ma piuttosto il punto di vista da cui muove ogni volta), come collaborazione al chiarirsi di una situazione che è soggetto di storia. Il suo è un mondo parallelo dove le immagini si sviluppano per analogia, "clonazione" di colori e spazi: la pagina è abitata da presenze metaforiche, plasticamente al limite della ridondanza, come costruzioni che proliferano incontrollate. Sono scene dalla simbologia fittizia, mai criptiche, poichè recepiscono queste forme-gioco per svelarle, dare loro una consistenza al di qua del proprio habitat fantastico e alimentare quella vita che poi è la sola a scamparci dalla realtà.

Ciò che si stima nelle opere di Secciani è l'elargizione di creature e colori al paesaggio dell'uomo così demolito dal frastuono, inselvatichito tra fili, tubi, tastiere. Favole per salvarsi la vita, dunque, come l'affabulazione senza fine di Shahrazad ne "Le mille e una notte", che allontana la narratrice dal supplizio. La ricerca della luminosità, di conseguenza, è, nei dipinti di Secciani, il modo per ottenere gli effetti spettacolari che devono accompagnare gli incantesimi fiabeschi e dar corpo all'idea di favola quale è stata per esempio per Goethe: "Il vicendevole soccorrersi delle forze e il loro richiamarsi l'un l'altra". Immagini inquietanti e scintillanti ibridi femminei animano infatti una dialettica intensa in queste opere, dove le "forze", riconducono alla scala di valori propri dell' "artista-cavaliere", cui si accennava all'inizio. Non è "hic et nunc", non è metafora esistenziale: le cose e le creature di Secciani ricompitano i frammenti di una "comédie larmoyante" sulla riconquista della fantasia, intitolata "non qui e non ora", dove la metafora diventa metamorfosi e la parola, forse, poesia. 


Nicola Nuti


Fate, Germichiglie e Pontifices

I lavori di Claudio Secciani costituiscono un genere decisamente singolare. Si tratta di pittura fantastica, intendendo con questo termine la compenetrazione fra tutto ciò che la mente umana è in grado di elaborare recependo i molteplici stimoli che provengono dalla società contemporanea e la pura fantasia dell'artista.

Le strade affrontate dall'artista sono sostanzialmente due; quella legata più alla tradizione della fiaba, ed ecco come in alcuni dipinti sono percepibili tracce dell'illustrazione fiabesca nordica; l'altra più inquietante che indaga un mondo fantastico fatto di "nuovi dei", i quali sembrano prendere vita da strane conchiglie materializzandosi successivamente attraverso la maggior consistenza dei filamenti delle piante circostanti.

Claudio Secciani dipinge ormai da più di dieci anni, e durante questo periodo è andato sempre più elaborando e sviluppando i due motivi. Se in un primo momento l'influenza di avanguardie quali il Surrealismo appariva abbastanza evidente, considerata la rielaborazione personale, oggi Secciani è riuscito ad allontanarsi dai suoi modelli per procedere da solo nella sua ricerca. Ecco così che i suoi personaggi hanno acquisito una propria vita all'interno di questi mondi "irreali".

Queste ambientazioni, come ho precedentemente detto, tendono dunque ad essere inquietanti, ma al tempo stesso affascinano lo spettatore, lo incuriosiscono perchè Claudio Secciani sostanzialmente ci propone la fusione di una cultura giovanile e contemporanea (dove il fumetto svoge un ruolo non secondario) con una cultura di tipo pagano, fatta di mostri, simboli magici, piccole fate. Ogni centimetro di tela è una rivelazione: se a prima vista, infatti, il dipinto appare abitato da un unico personaggio, soffermandoci più attentamente si scorgono qua e là dei volti, spesso confusi con quello che potrebbe apparire come la semplice decorazione pittorica.

Il procedere artistico di Secciani è stato abbastanza lineare. Se in un primo momento i suoi soggetti dominavano lo spazio della tela, successivamente questo è stato abitato sempre più da umanoidi ed elementi come in una sorta di nuovo "giardino delle meraviglie". Attualmente la sua ricerca si è rivolta contemporaneamente all'indagine del tema trattato e della tecnica pittorica. Negli ultimi dipinti il colore, abilmente fuso con la cartapesta, non costituisce più la netta separazione degli elementi proposti, ma un punto di partenza dal quale prendono vita gli oggetti presenti sulla tela.

Claudio Secciani si occupa di tessitura e questo è evidente nei suoi lavori. Come dai fili tessuti assieme emergono poi, a lavoro compiuto, stoffe ricche di disegni e decorazioni, così i suoi strani esseri si costituiscono, prendono forma e consistenza dai filamenti delle piante intrecciate che li circondano.

Da un lato, dunque, ci sono le tele, dall'altro gli acquerelli che, attraverso dimensioni più ridotte, ripropongono i medesimi motivi. Ma c'è una differenza sostanziale: se i primi si impongono per il cromatismo, gli acquerelli rendono in modo ancor più emblematico il tono onirico che pervade i soggetti di Secciani. Sui tenui colori dello sfondo i suoi personaggi troneggiano con i loro movimenti tracciati con maggior vigore dall'artista.

C'è comunque una sorta di "non-finito" che si ripropone in ogni lavoro di Caludio. I suoi mondi sono come attraversati da personaggi che appaiono compiuti solo per brevi momenti; tutti sembrano assumersi la responsabilità di pontefici fra il nostro mondo ed un universo parallelo che ci è dato conoscere solo come apparizione fugace. 


Paola Bertoncini

 
"NON QUI E NON ORA"
di Nicola NUTI
 "FATE, GERMICHIGLIE E PONTIFICES"
di Paola BERTONCINI

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